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La scrittura è meravigliosa proprio perché è completamente soggettiva.

Leggere una frase a voce alta le fa perdere la sua magia.

Ad esempio:

io ora potrei scrivere

Me ne vado.

Ed ora arriva il bello: questa frase può essere letta in

mille

modi diversi.

Ecco il nostalgico, che la enuncia con un mezzo sospiro.

Ecco il viaggiatore, con in mano la valigia, che la urla fiero, guardando il suo futuro.

Ecco il cuore spezzato, che guarda il proprio amore ormai perso e, piangendo, butta fuori queste parole.

Ecco l’indeciso, che vi aggiunge un punto interrogativo: è solo una delle sue tante domande.

Ecco il patriottico, costretto ad allontanarsi, che scruta ogni via della sua città e, ormai arreso, si ripete la frase nella mente, voltando le spalle a ciò che mai più gli apparterrà.

Ecco il supereroe, che la pronuncia con occhi puntati al cielo, dopo il suo ultimo gesto di generosità.

Ecco il capitano, che guarda la propria nave affondare e, forte e deciso, capisce che sia meglio abbandonarla.

Ecco il figlio, che parla alla madre con gli occhi fissi nei suoi, zaino in spalla e biglietti aerei in mano, pronto a costruirsi la propria vita.

Ecco il politico, che si dimette per il benessere del Paese.

Ecco il padre di famiglia, che non ha altro modo per guadagnare soldi e, stringendo la manina del figlio, aggiunge che tornerà presto.

Ecco il sognatore, che lo ripete ogni giorno, pur costretto a rimanere incatenato alla realtà.

Ecco l’anziano cantante che, dopo una lunga carriera di lavoro, lo grida dall’ultimo palcoscenico sul quale mai salirà.

Ed ecco il finito

finito completamente

-ha mangiato solo delusioni, potete capire-

che lo dice con gli occhi umidi

le mani giunte

il cuore vuoto;

steso sulle rotaie

il treno arriva

e se ne va.

linearetta (via linearetta)

(via ilbuiodentro)

Lui.

Lui è una persona fragile, poco sicura di sé, non sa mai quello che vuole.

Eppure, quando mi abbracciava, mi dava una sicurezza che mancava da tempo, quella stessa sicurezza che avevo perso per due stupidi occhi azzurri.

Lui non è egoista; si chiude a riccio nelle sue insicurezze e somiglia ad un bambino che ha bisogno di cure; poi, un attimo dopo, è così forte da lasciarti senza fiato quando cerca di stringerti a sé.. 

Lui è così, lui era così…

Lui che di grandi promesse non me ne ha mai fatte, che mi diceva “a domani”.. Ma quel domani non è mai arrivato.

Bé. Alla fine si è innamorato, finalmente, ma non di me.

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